La Colombini, un’azienda del nostro territorio, dedita alla agricoltura biologica.

 

24/02/07

La storia dell’azienda

 

L’azienda Colombini nasce nei primi anni del 1900 e, arriva ai giorni nostri, confrontando tre generazioni e periodi storici differenti.

La storia di questa azienda si caratterizza per il fatto di aver superato momenti difficili, come guerre e industrializzazioni, attraverso la valorizzazione della terra e del lavoro agricolo.

Questa valorizzazione è avvenuta attraverso è avvenuta attraverso alcune scelte etiche promosse soprattutto quando è subentrato il figlio (ultima generazione) che, sensibilizzato dall’apprendimento dei principi della coltura biologica e delle biodinamica, ha convertito al metodo biologico la produzione di ortaggi.

Questa trasformazione di tecnica e metodo produttivo ha comportato anche un mutamento del modo di concepire il rapporto con l’ambiente sia naturale che umano.

Quello, infatti, che caratterizza l’azienda è la continua ricerca di una interazione positiva con la natura e con un’attenzione particolare alla responsabilità sociale. Nel 2001 entra in contatto con un’associazione locale (ORISS) che ha siglato un “patto per la salute” con i comuni dell’area ed ha avviato un percorso di interazione in agricoltura di disabili (psichici e psichiatrici).

Ha promosso, inoltre, esperienze di economia equa e solidale come il rapporto stabilito con numerosi gruppi di consumatori, i cosiddetti G.A.S. ( Gruppi d’acquisto solidali ).

 

Cosa nasce qui…

L’azienda ha una superficie di 18 ettari di terreno così suddivisi: 2 ettari sono destinati alla produzione di olivi, 13 ettari sono destinati alla produzione di ortaggi a pieno campo e 2 ettari sono destinati alla produzione in serra.
Circa il 50 % dei semi viene riprodotto in azienda e il totale della produzione viene messo a germogliare a dimora nel nostro semenzaio. 
Il 70 % della produzione viene venduto fresco mentre il restante viene trasformato.

Tutta la nostra produzione è controllata e certificata da Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale aut. Mi.P.A.F. n. 91737 del 18/07/2002 IT ICA B966 

Alessandro Colombini

Quando si parla di biologico
Quando mi trovo a dover spiegare che cosa è biologico mi trovo un pò confuso. Ho come l’impressione che la risposta non esista se non una risposta così semplice da risultare banale.
La mia azienda è un’azienda a conduzione familiare ed io sono l’ultimo di 4 generazioni. Se avessi detto a mi nonno che faccio il biologico lui mi avrebbe senz’altro risposto : “ Oh cos’è ?” e allora io glielo avrei spiegato così come posso spiegarlo a chiunque : “ Sai nonno. non uso pesticidi e veleni.” E allora lui mi avrebbe detto: “ Io non facevo il biologico ma lavoravo la terra proprio come te.” E allora : come posso affermare di fare qualcosa di nuovo?
In realtà tra me e mio nonno c’è qualche anno ma, soprattutto, una generazione di mezzo e sono proprio quegli anni e quella generazione che hanno creato qualcosa di nuovo ..
Fermiamoci per un attimo a riflettere su cosa è successo in quegli anni perchè noi parliamo tanto di biologico e in realtà non abbiamo inventato nulla e invece non parliamo di chimica e invece è proprio questo che è stato inventato. Dal dopoguerrra a oggi è stata attuata una politica agricola che tende a creare reddito senza preservare la salute delle persone e dell’ambiente, Un esempio palese è il cambiamento climatico che è avvenuto questo inverno.
La chimica ha rivoluzionato il modo di produrre, trasformare e conservare gli alimenti e ambiente, introducendo prodotti nuovi, in poco tempo e senza informare i consumatori. L’aspetto esteriore dei prodotti dell’agricoltura chimica è identico a quello dei prodotti dell’agricoltura biologica, perciò i consumatori non sono in grado di distinguerli. Ma soprattutto esiste un’ideologia dominata dal principio che il terreno agrario sia una macchina inerte per produrre quanto più è possibile. L’agricoltura chimica, insomma, ha dimenticato che il terreno è vivente e che deve produrre alimenti di qualità per gli esseri viventi. Cosa, invece, che faceva mio nonno e cosa che cerco di fare anch’io.
Quindi, non so spiegare cosa sia il biologico e questa parola per me non significa nulla se non un riferimento al significato stesso e arcaico della parola ( bio = vita, logos = parola, linguaggio) ma so cos’è la chimica, sperimentata e utilizzata sia da me che dai miei familiari. La mia scelta è stata quella di non utilizzare pesticidi e veleni per preservare chi lavora la terra e chi consuma le verdure prodotte dall’azienda, per tenere conto del terreno e per valorizzarlo. E scopro con sorpresa che la terra stessa crea nutrimento, che non c’è bisogno di molto per produrre verdura di qualità.
Mio nonno produceva ortaggi biologici e non lo sapeva, non era una scelta etica ma sapeva fare quello che da sempre si era fatto con la terra, parlava il linguaggio della vita (biologico). Io ho scelto ma per mantenere viva un’esperienza, perché mi va di fare qualcosa che non distrugge ma che dà vita. In fin dei conti anch’io non ho scelto nulla perché di scelta non si tratta, si tratta ben si di necessità. E mi piacerebbe che un pò tutti avessimo la stessa necessità : preservare noi stessi, l’ambiente, la cultura.

Alessandro Colombini
Un impegno premiato

Recentemente la ditta Colombini è stata premiata ,nella categoria di micro e piccola impresa, aggiudicandosi il premio ‘Fabbrica Etica’, istituto dalla regione Toscana. Per saperne di più si può visitare il sito web www.eticaeimpresa.net

TUTTI Giù PER TERRA
Storie ed esperienze agricole

Dal 2007 l’Az. BIO Colombini diventa fattoria didattica. All’interno dell’azienda sono promossi progetti di educazione all’ambiente, all’agricoltura biologica e all’ecologia attraverso l’uso dell’immaginario e della fiaba. Parallelamente al progetto di fattoria didattica nascono, infatti, le Fiabe dell’Orto: una raccolta di favole ispirate al mondo dell’agricoltura. Fata Flora e Fatina Sementina sono le abitanti del Castello Le Prata e dovranno combattere alcuni brutti orchi e signori dai nasi ricurvi. Ma non potranno farlo da sole, i bambini sono invitati ad aiutarle. Chi, se non loro potranno lottare per cibi sani e terreni più puliti?

L’azienda promuove percorsi differenziati per età e per classe scolastica. I percorsi subiscono variazioni dopo un primo colloquio con le insegnanti. Ogni percorso verrà ritagliato ad hoc a seconda delle possibilità e delle aspettative di ragazzi e insegnanti. 

Quello, comunque, che caratterizza i percorsi didattici promossi dall’azienda è la cornice metaforica che accompagna l’intero processo formativo.
 


L’orto va scuola

 

“coltivare un orto ricollega i bambini alle basi del cibo, integrando e animando praticamente ogni attività svolta in una scuola.” Fritjof Capra
Quando l’agricoltura entra in classe.
Percorso annuale per ragazzi e bambini agricoli. Connessione tra cibo, vita e nutrimento.

La scuola va all’orto

 

“Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio imparo.” 

Percorsi didattico esperienziali all’interno dell’azienda. Verranno creati percorsi della durata di tempo differenziata che porteranno le varie classi di ogni ordine e grado a cimentarsi in avventure in azienda. Quando l’esperienza diventa formazione.

La favole dell’orto

 

Una serie di favole per bambini e adulti che tessono ponti metaforici tra agricoltura, terra e immaginario. Verranno curate illustrazioni e letture animate.

L’insegnante agricolo

 

Corsi di aggiornamento per insegnanti sui temi de l’educazione ecologica, l’educazione all’alimentazione, la formazione all’uso dell’immaginario, la formazione alla nonviolenza e all’uso della metafora e del gioco nella formazione.

L’essere agricolo

 

Tutti percorsi sopraccitati possono essere fruibili da gruppi, associazioni, singoli.
I percorsi sono visibili da chiunque abbia voglia di apprendere arti e sapere colturali.
 

G.A.S.
gruppi di acquisto solidali


“Vivere significa comprare, comprare significa esercitare un potere, esercitare un potere significa avere dei doveri.” (massima della Lega nazionale dei consumatori)

Per G.A.S. si intende una forma attiva di pratica del consumo critico. Si tratta di gruppi di consumatori che si organizzano per scegliere i loro acquisti secondo i criteri del consumo critico, cercando nella loro zona piccoli produttori rispettosi dell’ambiente e delle condizioni di lavoro da cui rifornirsi direttamente.

L’azienda BIO Colombini rifornisce numerosi gruppi di acquisto. Una volta al mese un responsabile incaricato di fare da interlocutore , ricevendo gli ordini, manda una e-mail in azienda. Ogni settimana un sacchetto con il nome di ogni partecipante, contenente il suo ordine e consegnato negli uffici, nel bar o nel posto che fa da base al gruppo di acquisto. 

La scelta delle verdure è fatta da Mariagrazia, madre di Alessandro Colombini, a seconda di quello che è disponibile quel giorno (tutte le verdure dei sacchetti sono colte al massimo 24 ore prima della consegna).

Il gruppo di acquisto di Pontedera, oltre a non aver dovuto andare a fare la spesa per un anno, ha calcolato di aver risparmiato addirittura al confronto di prodotti non biologici di grande distribuzione.

Az. Agricola Bio Colombini
Via del Pino, 44 CEVOLI – LARI – PI
Tel. 050/634239 colombinia@virgilio.it

 

 

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